Per sapere tutto quello che c’è da sapere per prendersi cura del tuo gatto!

Invia la tua domanda a 

Dr. Stefano Boltri

Laureato in Medicina Veterinaria all’Università di Milano – da anni svolge la professione veterinaria con brillanti risultati, collaborando attivamente con testate giornalistiche e di settore, nazionali ed internazionali.

Egregio Dottore,
ho un gatto di 4 anni. Da qualche giorno vomita dopo aver mangiato. Questo accade tutti i giorni. Ho ridotto la razione di cibo (croccantini) ed è andata meglio. Oggi gli ho dato un pochino di pesce e ha vomitato nuovamente. Il suo stato generale è normale, corre, è sveglio, non si lamenta di nulla, devo dire che il suo carattere non ha subito alcuna alterazione. Il vomito è di due tipi: saliva, biancastra e il cibo che ha ingerito senza mutazione, non digerito. Purtroppo sono stato appena operato e non riesco a portarlo ad uno studio veterinario ma vorrei sapere cosa fare. La ringrazio della risposta.

A. Tenti


Buongiorno signora Tenti,
con tutta probabilità si tratta di un po di gastrite, dovuta anche al pelo in eccesso introdotto con il leccamento. Le consiglio quindi di somministrare al felino dei prodotti tipo “remover”, solitamente paste, gradevoli all’olfatto e al gusto.
In alternativa può  optare per un cucchiaino di olio di oliva al giorno.
Se il vomito persiste è opportuna una visita dal suo veterinario di fiducia.

Buona giornata
Dr. Stefano Boltri

Buongiorno Dottor Boltri,
ho un British Shorthair che compirà 6 mesi il 4 aprile ed ho qualche dubbio riguardo la castrazione. L’allevatore dice di aspettare gli 8 mesi in quanto la castrazione nel british arresta lo sviluppo del muso, che in tal caso risulterebbe sproporzionato rispetto al resto del corpo. La veterinaria insiste invece per la castrazione a 6 mesi. Vorrei cortesemente avere il suo parere.
La ringrazio e saluto cordialmente


Daniela Arnaboldi


Gentile Daniela,
devo constatare di essere in disaccordo con la mia collega.
Ha ragione l’allevatore. Al di là dei canoni estetici, la castrazione è consigliata dopo il primo calore del gatto, che di solito avviene all’ ottavo mese oppure, nel caso dei British, anche leggermente più tardi. Le consiglio quindi di aspettare perché una castrazione precoce è dannosa per tutte le razze in quanto non permette un completo sviluppo fisico del felino (muso compreso)!

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Boltri

Buongiorno Dottor Boltri,
avrei bisogno un consiglio riguardo a dei dubbi che mi “assillano” da tempo.
Ho un gatto Ragdoll di 2 anni che a differenza di come  mi avevano descritto questa razza non è coccolone non ama stare in braccio abbandonandosi totalmente, tempo fa è capitato che mi attaccasse mordendo, con facilità mette fuori le unghie e  se non si sta attenti anche in faccia…spesso fa dei miagolii strazianti dietro la porta d`entrata di casa. Credendo che soffrisse di solitudine,  a dicembre una vicina di casa ci ha dato un cucciolo  di 3 mesi, il mio gattone lo inseguiva per tutta casa lo afferrava con i denti sopra il collo e lo teneva fermo con possesso, chiaramente il gattino era impaurito. C`erano anche dei piccoli spazi in cui giocava con lui, e premetto facevano i bisogni nella stessa lettiera! Dopo 2 giorni ho riportato il cucciolo alla vicina angosciata più che mai, la quale mi diceva che avrei dovuto aspettare che era un comportamento per affermare il suo territorio. Ora sarei  tentatissima a provare con un cucciolo scottish fold pensando che quella volta ho sbagliato io, ma sono molto combattuta non so che fare!!!
Confidando in un suo prezioso consiglio, cari saluti


Valeria

Cara Signora Valeria,
L’eccezione conferma la regola! Ci sono animali  che escono dagli schemi convenzionali ed il suo gatto è uno di questi. L’unico consiglio valido è quello di rivolgersi ad un comportamentalista che metterà in pratica una terapia comportamentale e, eventualmente, farmacologica. P.S. il gatto è un maschio non castrato? se è così la prima cosa da fare è provvedere alla castrazione.

Cordiali Saluti
Dr. Stefano Boltri

Buongiorno Dottor Boltri,
In aprile mi è morto il mio caro persiano di 12 anni.
Ora , siccome il padre di questo gatto vive ancora (16 anni), sono nate due cucciole uguali identiche a quello che avevo io, praticamente sono sorelle. Ho provato a portarne a casa una, ma mi fa rivivere il mio gatto di prima : Visto la sua esperienza, le domando se è normale e poi passerà  o sarebbe meglio prendere un gatto di un altro colore?
La ringrazio e saluto.


Graziella

Buongiorno Signora Graziella,
ciò che si prova dalla perdita di un caro amico a quattrozampe  è un dolore che ci portiamo dentro per molto tempo.
Anch’io, come lei, sono una persona molto sensibile e lo so bene. In tanti anni di professione provo sempre lo stesso rammarico ogni volta che sono costretto ad “addormentare” per sempre un gatto o un cane malato.
Ciò di cui sono convinto è che dove sono loro adesso non esiste più sofferenza e possono finalmente riposare sereni. Ma noi non dobbiamo smettere di amare: possiamo prenderci cura di altri gatti o cani con la stessa dedizione di prima. Questo è quello che faccio io ogni giorno e anche lei, signora Graziella, può farlo!
Non allontani la sorella del suo persiano perché io credo che nessuno sia più indicato di lei a volerle bene.


Dr. Angeloni – Medico Veterinario

Buongiorno Dottor Boltri,
le elenco la problematica delle mie gatte entrambe femmine: Nemesis: certosina di 6 anni, KIKI: tigrata di 4 anni (presa come seconda gatta quando la certosina aveva 2 anni).
La certosina inizialmente non la accettava poi pian piano si è rassegnata. Siccome la tigrata da piccola è stata malata, vermi diarrea ed era debole, forse le abbiamo dato troppe attenzioni, ora vuole essere dominante anche con la gatta più anziana, la quale ogni volta che mi viene vicino viene scacciata dall’altra.
Succede spesso durante la giornata, poi la gatta certosina si stufa e allora reagisce. A quel punto la tigrata rispetta nuovamente la gerarchia della più anziana.
A distanza di 4 anni non c’è verso di farle andare d’accordo. Sul letto possono salire entrambe se dormono con le teste in direzione opposte perché se solo si guardano iniziano ad azzuffarsi. Poi se non si guardano e io inizio a chiamare ed accarezzare la certosina, passa massimo un minuto e la tigrata gelosa le salta addosso. Malgrado questi episodi non hanno mai sporcato per dispetto o gelosia. Forse più che un problema tra loro il problema si pone quando ci sono io di mezzo tra una di loro.
Cordiali saluti.

Sabrina – Davesco-Soragno -

Buongiorno Signora Sabrina,
il fatto che non ci sia una eliminazione inappropriata (pipì sul letto, pipì fuori dalla cassetta od altro) un buon segnale.
Come primo intervento le posso consigliare l’uso di diffusori di feromoni (feliway).
Tali sostanze rendono i gatti più “malleabili” e tranquilli. Per ulteriori terapie mediche aspetterei i risultati del primo intervento.
Qualora il problema dovesse persistere, e come ultima soluzione, si potranno somministrare dei farmaci di natura omeopatica alla gatta tigrata, che è la fonte del problema.
Cordiali saluti,

Dr. Stefano Boltri

Egregio Dottor Boltri,
sono un po’ preoccupata perchè trovo dei baffi in giro per casa della mia gatta.
In dieci giorni ne ho già trovati tre.
Da cosa dipende? Come posso curare la mia gatta?
Grazie.

Elena – Viganello -
Buongiorno Dottor Boltri,
ho appena acquistato un gatto certosino di 3 mesi e vorrei sapere qual è l’alimentazione più corretta per lui, nello specifico: quanti grammi di umido e quanti grammi di crocchette al giorno.
Vorrei inoltre sapere se é corretto lasciargli SEMPRE una certa quantità di crocchette nella ciotola.
La ringrazio.

Sonia – Lugano -

Per le dosi si devono seguire le indicazioni della casa produttrice, se è un maschio meglio non esagerare col secco e preferire l’alimento umido.
Meglio alimentarlo tre volte al giorno, almeno nei primi mesi, in seguito potrà lasciare l’alimento secco a disposizione (ma mai in dose eccessive).


Dr. Stefano Boltri

Buongiorno Dottor Boltri,
la mia gattina compirà 7 mesi tra qualche giorno.
Vorrei sapere quando è opportuno sterilizzarla e se è necessario farlo.
E’ vero che c’è la possibilità di malattie qualora non la dovessi sterilizzare anche se vive sempre in casa?
Grazie.

Annamaria – Bioggio -

In genere io attendo il primo calore e poi si può procedere all’intervento.
I rischi di patologie uterine nel gatto sono limitati; si consiglia comunque la sterilizzazione, soprattutto per una maggiore tranquillità del felino.


Dr. Stefano Boltri